Summer sunset

It’s a rainy summer here in Laigueglia (Italy) but it’s not bad at all. it keeps the hot and humidity away and it shows amazing view especially at the sunrise where sun, rain, clouds, sea, rainbows, they all seem to play a game to attract more attention than anything else. Great! I take tons of pictures.

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ginestre

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Terra e Mare

La terra e il mare regalano sempre spettacoli, basta fermarsi un attimo (magari piu’ di uno) e osservare meglio le cose che osserviamo poco quotidianamente…

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rosa_pioggia

rosa_bianca

rosa rosa

tris di capperi

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Colori in macro

Alcuni scatti in macro. La natura e’ perfetta nei colori, nelle forme e nei piu’ piccoli dettagli.

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Ancora colori

Ancora un paio di scatti… non resisto proprio ai colori della natura

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Colori

Primo giro in moto della stagione la strommina si e’ dovuta fermare davanti alla strada bloccata dalla neve ai piedi del Colle di Tenda.

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Intanto la primavera a fatica sembra trovare il suo tempo. Le rose ringraziano.

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Strike

Metro-Londra-sciopero_.jpgQuesta mattina la metropolitana londinese era un rigurgito di essere umani… traboccavano da ogni pertugio all’aria aperta, cercando di entrare ordinatamente e senza brontolare. Nelle strade, sui marciapiedi, nei corridoi sotterranei, un fiume in piena. E’ lo sciopero made in UK. Nel post precedente ho parlato delle pecore anglosassoni e come sappiano anche ruggire oltre che belare. Oggi hanno ruggito. Pecore strane quelle d’oltre manica. Strane a tal punto che quando si arrabbiano non scendono in piazza con striscioni, bandiere, tessere di partiti belando slogan di propaganda ancor prima che di protesta… no, pecore strane quelle anglosassoni. Chiudono negozi, uffici, distributori, scuole, spengono i motori dei mezzi pubblici…fermano il paese. Ma lo fermano per davvero. Vogliono che sia tutto il gregge a sentire il ruggito di quei pochi oltre a chi li governa. Pecore testarde quelle anglosassoni. E allora succede che una mattina ti alzi, arrivi alla stazione della metro e ti accorgi che anche tu fai parte di quel rigurgito umano che trabocca. Oppure capita che alla mattina scendendo in strada ti ritrovi a essere come il protagonista del film “28 giorni dopo”, in una Londra deserta, senza auto, senza mezzi di trasporto, con gli scaffali dei supermercati quasi vuoti e l’85% dei distributori di carburante sul territorio nazionale chiusi per sciopero. Eppure nessuno si lamenta, nessuno brontola infastidito che deve andare a portare a scuola i figli, che deve andare a lavorare o dal parrucchiere. Il problema di un categoria di pecore e’ un problema di tutte le altre. Pecore strane quelle anglosassoni con abitudini ancora più’ bizzarre. E va bene che il concetto di “strike”, inteso come sciopero di massa usato per sollecitare riforme politiche, l’hanno inventato proprio loro nel lontano 1817 a Manchester. Ma uno sciopero in stile italiano non e’ più semplice? Un corteo in centro con bandiere, striscioni, cori e passeggiata, tra un aperitivo e un caffe’ al bar all’angolo. Si fanno due chiacchiere, si passa una giornata o più fuori dall’ufficio, dal negozio, da scuola. Tanto nessuno si lamenta del corteo in centro, e’ così colorato e strappa anche qualche sorriso. Tanto nessuno si accorge di niente neanche a volerlo, il paese non si ferma… e’ già fermo e le pecore poi devono solo belare, altrimenti che fattoria e’?

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Il gregge inglese

Spesso parlando degli anglosassone la prima cosa che ci passa per la mente è la loro rigidità nel seguire le regole, che spesso ai nostri occhi (quelli di noi italiani in particolare) diventa quasi motivo di derisione, quasi fossero un gregge di pecore poco sveglie e ben addestrate a non fare mai niente al di fuori del recinto. E guai a chi si permette di non obbedire. Ammettiamolo, quante volte abbiamo superiormente sorriso, e forse anche disprezzato gli inglesi nel loro modo di fare e di essere sempre così “dentro” le loro numerose regole, anche le più ridicole, magari pensando che un popolo che non conosce il famoso concetto italicum del “non mi vede nessuno, solo per una volta, tanto lo fanno tutti” non può essere un popolo furbo ma appunto un gregge di pecore?. Qualcuno potrebbe obiettare che un minimo di elasticità ci deve sempre essere. Altri, che gli anglosassoni sono esagerati nel darsi regole per ogni cosa che possa generare caos. Forse. Io però una delle tante cose che ho imparato girando per il mondo e in particolare in questi anni vissuti qui in Inghilterra, come parte del gregge anglosassone, è che solo attraverso rigide regole si insegna al gregge il concetto fondamentale del vivere civile: ovvero il senso di responsabilità. Concetto che a noi italiani fatichiamo non poco a digerire. Tenete a mente questo mentre leggete la vicenda di un parlamentare inglese che ha riempito pagine nei media e facendo imbufalire l’opinione pubblica inglese in questi ultimi giorni.

Il Segretario alla cultura britannico, membro del parlamento, la signora M.M., alcuni mesi addietro viene messa sotto indagine per aver usufruito di un regime di sconto fiscale su di una proprietà immobiliare nel sud di Londra senza però averne diritto. La commissione che ha valutato l’errore della signora parlamentare nella dichiarazione dei redditi, ha sentenziato la signora colpevole dell’errore fatto e quantificato il rimborso da restituire in 5.800 sterline con l’invito, direi più un obbligo, di fare pubblicamente le scuse davanti al parlamento dato che la signora si era mostrata molto indispettita riguardo l’apertura di una verifica fiscale da parte della commissione nei suoi confronti. Pubbliche scuse che sono arrivate davanti al parlamento e trasmesse da tutti media nazionali. Fino a qui nulla di strano. L’anno precedente altri due parlamentari erano stati condannati per errori (voluti) nei rimborsi spese, gonfiati di 18.000 sterline usati poi per restaurarsi la casa. Anche in quei casi i diretti interessati furono giudicati e condannati in meno di sette giorni. E data la gravità delle loro azioni, espulsi a vita dal parlamento inglese e spediti in galera. Si avete letto bene. sei mesi di cella e senza condizionale o servizi sociali. Nel caso però della signora parlamentare M.M. c’è stato l’errore e non l’intenzionalità’ di evadere il fisco o frodare lo stato. La signora, che recentemente ha venduto uno degli immobili di famiglia per circa 1.4 milioni, difficilmente avrebbe voluto prendersi il rischio di evadere volutamente 5.800 sterline. Su questo sono stati tutti d’accordo. Ma allora perché’, subito dopo le pubbliche scuse e il rimborso presentati dalla parlamentare, l’opinione pubblica si è scandalizzata a tal punto che perfino il Primo Ministro e stato sottoposto all’assalto dei media?

Semplice. La signora M.M., parlamentare e Segretario alla cultura inglese è rimasta al suo posto. Un fatto inaccettabile per l’opinione pubblica inglese abituata a vedere chi sbaglia, sia in malafede, che in buona fede, farsi da parte spontaneamente. Si chiama senso di responsabilità, nasce e cresce nella società come diretta conseguenza di regole ferree, intransigenti, che valgono per tutti.

La signora M.M, parlamentare inglese e segretario alla cultura dell’attuale governo, dopo aver incassato la fiducia del Capo di governo ha però dovuto fare i conti con quattro giorni di gogna pubblica. Oggi la parlamentare ha dato le dimissioni, lasciando il parlamento e devolvendo la buona uscita in beneficenza.

Le pecore belano, le pecore anglosassoni ringhiano anche quando serve.

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La valigetta rossa

In questi giorni dell’anno è lei la più ricercata fuori dal numero 11 di Downing Street, qui in Inghilterra. E’ onestamente bruttina da guardare ma ha una tradizione alle spalle lunga più di 150 anni che le da un fascino antico e solenne. E’ la Red Box o anche conosciuta come Budget Box.

Fu fatta nel lontano 1860 per William Ewart Gladstone, l’allora Cancelliere dello Scacchiere del governo del 1859. Il Cancelliere dello Scacchiere è tutt’oggi l’equivalente del Ministro delle Finanze, o segretario al Tesoro negli altri ordinamenti. E’ in pratica colui che ha responsabilità su tutte le materie finanziaria. Dal 1860, la valigetta rossa, e il suo materializzarsi nelle vicinanze della sede del Primo Ministro Britannico, rappresenta un momento molto importante e tanto atteso da tutti i sudditi del Regno. E’ tradizione infatti che il Cancelliere dello Scacchiere, ogni anno, arrivi con la valigetta rossa nella sede del Primo Ministro per presentarne a tutti, attraverso un discorso alla Camera dei Comuni, il suo contenuto: il Budget, l’equivalente a una lista spese del governo e una finanziaria. Come verranno cioè spesi i soldi dei contribuenti e soprattutto come e quanto i sudditi verranno tassati.

Ed eccola qui. La famosissima valigetta rossa nelle mani del Cancelliere che esce dal numero 11 di Downing Street per essere aperta alla camera dei Comuni e il suo contenuto letto a tutti i sudditi.

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La cultura anglosassone è farcita di grandi e piccole tradizioni che continuano per secoli esattamente uguali, esattamente solenni e rispettate, dai giovani e dai meno giovani, e che contribuiscono a dare una fiera e solida identità a tutti, anche a chi magari da quella valigetta riceverà notizie non proprio buone per le proprie finanze. Perché’ una nazione, e chi la guida, può sbagliare. Può peggiorare o migliorare la vita di tutti, può far fare passi avanti ma anche passi indietro, può accontentare o scontentare, ma non può mai, e poi mai, azzardarsi a mortificare l’identità di un popolo con le sue azioni.

Io vorrei una “valigetta rossa” anche per voi, li aldilà delle Alpi.

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I cavoli tuoi

In genere quando deve fare un viaggio in treno acquisto il biglietto direttamente in  internet in anticipo in modo da non dover fare eventuali code alla biglietteria o alle macchinette automatiche della stazione. Una vera comodità anche perché’ posso scegliere di ritirare il biglietto del treno direttamente ai vari distributori automatici adibiti al ritiro dei biglietti presenti in tutte le stazioni. Questa mattina nella posta elettronica ho trovato un’email proprio dell’azienda sul cui sito internet prenoto i biglietti ferroviari per i miei viaggi. L’email mi comunicavano che il biglietto acquistato per la tratta Stansted-Nottingham di qualche settimana prima non era stato ritirato dal distributore automatico, in effetti non ritirai mai quel biglietto perché’ alla stazione non ci arrivai proprio, perdendo il treno. L’email però proseguiva comunicandomi anche che il costo del biglietto mi sarebbe stato rimborsato (54 sterline meno 10 sterline di trattenuta) semplicemente effettuando l’accesso al sito e confermando la richiesta di rimborso. Sono rimasto sorpreso.

In teoria non ci avrei dovuto trovare nulla di strano o di cosi sorprendente, le ferrovie inglesi, così come tutte del resto, comprese quelle italiane, rimborsano i biglietti ai viaggiatori nel caso di particolari ritardi, disguidi tecnici o amministrativi imputabili alla stessa compagnia di trasporto. Nel mio caso però quel biglietto rimase a prendere freddo dentro la macchinetta alla stazione di Stansted perché’ il volo aereo in partenza dall’Italia che doveva portarmi a Londra era stato spostato a Pisa con enorme ritardo per un presunto cattivo tempo all’aeroporto ligure. Questo mi costrinse a rinunciare al volo e rimandare la partenza alla settimana successiva senza aver avuto il tempo di cancellare il biglietto ferroviario prima della partenza del treno. La causa di tutto ciò non era certo imputabile alla ferrovie inglesi ma alla compagnia aerea e questo di fatto significava aver perso i soldi del biglietto del treno che infatti partì regolarmente da Stansted e raggiunse dopo tre ore esatte la stazione di Nottingham, con un passeggero in meno. Io, bloccato in Italia.

Non convinto del rimborso. Il treno come detto partì regolarmente, fui io a non presentarmi alla stazione. Sono andato sul sito internet seguendo le semplici istruzioni contenute nella mail e tempo due minuti un’altra email giungeva a comunicarmi che il rimborso di 45 sterline era stato effettuato, portandosi dietro anche le scuse per eventuali problemi causati.

Quali problemi non saprei rispondere ma so cosa devo rispondere a chi mette onestà e serietà nel proprio lavoro.

Ringrazio pubblicamente thetrainline.com per l’onestà verso il cliente. Non sapevo che avevo diritto a un rimborso in questo caso. Avrebbe potuto fare finta di niente nei miei confronti così come nei confronti di migliaia o centinaia di migliaia di altri clienti nella mia stessa situazione. Ma non solo, avrebbe semplicemente potuto fare come è ormai prassi diffusa ovunque in Italia… “hai perso il treno? Noi non c’entriamo niente, cavoli tuoi!”

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Luna e Sole

Due veloci scatti a una luna che si prende la scena poco dopo il tramonto e al sole che gioca a nascondino dietro a un temporale…
…e’ la natura che vuole farsi ammirare.

Luna al tramonto

Nave e sole

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