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(Italiano) Settima tappa verso est

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(Italiano) Sesta tappa verso est

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Quinta tappa verso east

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Quarta tappa verso east

Finalmente oggi dovrei entrare con la moto in Turchia. Mi sveglio riposato e con molta calma scendo a fare colazione. Sono l’unico. Dopo la discreta colazione carico la moto ma il cielo e’ coperto e minaccia pioggia. Dovrei raggiungere e lasciarmi alle spalle Istanbul e fermarmi nella citta di Bolu. Istanbul non e’ una tappa anche perche’ ci vorrebbe molto piu’ che un giorno per visitarla bene. Il mio viaggio e’ verso est. Parto lasciando la mia tuta antipioggia nelle borse laterali quasi a voler allontanare la possibilita’ di una tappa bagnata. E infatti appena salito all’aperto dal garage dell’albergo mi rendo conto che piove fitto e bene. Provo ma devo fermarmi dopo due isolati per indossare almeno la giacca antipioggia. Faccio fatica ad uscire dalla citta’ di Svilengrad perche’ la strada che porta diretta sulla E80 verso il confine turco e chiusa proprio nel mio senso di marcia. Il navigatore inizia a dare i numeri. Dopo un po’ di giri a vuoto mi fermo alla perfiferia della citta’ e inizio ad armeggiare con il navigatore quando una vecchia Lada Niva di stampo filosovieto rallenta e quasi si ferma in mezzo alla strada. L’uomo al volante mi guarda con aria interrogativa. Non mi sento a mio agio, non vorrei guardasse di piu’ la moto. Abbassa il finestrino e dice qualcosa in bulgaro capisco solo la parola “Istanbul”. Accosta la macchina e mi fa segno di seguirlo. Sono titubante ma alla fine metto da parte la diffidenza occidentale e lo seguo. Mi porta direttamente alla rotonda e mi fa segno a destra, ripetendo ancora “istanbul” dal finestrino della sua vecchia macchina. Capisco, lo ringrazio e mentre dallo specchietto lo vedo accostare e allungare il collo per assicurarsi che io abbia capito bene le sue indicazioni, inbocco la E80 direzione Turchia. Grazie a lui, uno dei tanti angeli senza nome che mi hanno aiutato lungo tutto il viaggio in cambio di nulla e spesso proprio cosi’ spontaneamente.

Alla frontiera Bulgaria-Turchia i controlli aumentano. La turchia non e’ in Europa. Targa, libretto, passporto. Ma sono fortunato solo tre macchine davanti a me. Me la sbrigo in meno di venti minuti. Sono in Turchia con la mia moto!!

Primo problema, la vignetta per l’autostrada. So che bisogna acquistarla dopo il confine. Al primo distributore cambio 20 euro ad un cambio da furto. La vignetta mi dice il gestore che parla un po di inglese che devo farla all’ingresso dell’autostrada tra una ventina di km.

Riparto e mi dirigo verso la citta’ di Edirne. Qui ho segnato sul navigatore un paio di bancomat dove poter prelevare delle lire turche senza dover ambiare gli euro. Dopo pochi km entro nella citta’ e ho il primo impatto con la Turchia. vie strette con tutti i negozietti ai lati. Vendono di tutto, per strada un traffico caotico motorini, camion, carretti, autobus ognuno seguendo le proprie regole di guida. Prelevo un po’ di Lire turche sotto gli occhi ammirati di alcuni turchi che vedono la targa straniera poi riparto.

Inizia a piovere e con insistenza. L’autostrada si fa scivolosissima. Mi viene subito in mente la raccomandazione di amici. Se piove, occhio all’asfalto che diventa come una pista da curling. Ci sono molti camion e diventa difficile guidare con questo asfalto. Arrivo al casello di ingresso dell’autostrada e mi fermo dietro ad alcuni tir parcheggiati a lato. Chiedo a un camionista dove si compra la vignetta. Mi indica dall’altra parte della strada un edificio bianco. Attraverso sotto la pioggia e la persona dietro al banco mi dice che non c”e bisogno della vignetta. Ma come? insiste. Sono confuso. Esco ed entro nella vicina stazione di polizia. Mi dicono che devo farla altrimenti ho sette giorni di tempo per uscire dal paese, dopo devo pagare una multa. Ok capisco che qui non ne hanno per la testa di farmi questa vignetta. Al diavolo proseguo. torno alla moto. E un famiglia si ferma accanto chiedendomi anche loro della vignetta. Gli dico quello che mi hanno detto e anche loro confusi entrano in autostrada dal casello senza controllo e proseguono. Faccio lo stesso ma mentre salgo in moto mi accorgo di aver lasciato aperta la borsa laterale. Metto il cavalletto e qui succedo il guaio. La moto lentamente si inclina e il cavalletto non completamente aperto si rischiude. Tento di accompagnare i 250kg della moto a terra senza farla sbattere forte. la schiena mi fa crick. Un dolore forte e acuto. Con la moto a terra, sotto un pioggia battente a bordo strada con camion che sfrecciano a fianco. Faccio uno sforzo assurdo per rialzare la moto. La schiena fa crack. Tiro un urlo, stringo i denti e metto la moto sul cavalletto. Poi mi siedo lentamente sul gurdarail a fianco. Sto tremando dalla tensione e dal dolore.

Non riesco a salire in moto. La schiena mi fa parecchio male. Tiro fuori subito degli antidolorifici dal bagaglio e aspetto di ricuperare le forze.

E’ passata piu’ di mezz’ora, salgo in moto lentamente. la pioggia non ne vuole sapere di smettere. Entro in autostrada e proseguo. Dopo una centinaio di km arrivo al casello del pedaggio e accosto per prendere fiato. Noto il cartello HGS della stramaledetta vignetta autostradale. Entro e chiedo, un turco in coda che gentilmente non parlando inglese chiede per me se c’e’ qualcuno che lo parla nell’ufficio e mi fa passare davanti alla fila. Il ragazzo finalmente mi spiega e mi fa la vignetta da 50 lire turche. Scambiamo due parole di calcio, juve, milan, italia e poi lentamente riparto.

A Bolu non ci arrivo questa sera, in queste condizioni e con questa pioggia. Devo ancora attraversare istanbul e tutto il suo famoso traffico. Punto il navigatore verso il quartiere Sultamamet li ci sono centinaia di alberghi. Il problema per ora e’ quello di arrivarci.

Il traffico di Instanbul e’ semplicemnte….di piu’. Immaginate qualsiasi traffico al mondo, tangenziali di Milano, Roma, l’M25 di Londra, il traffico di New York…il traffico di instanbul e’ di piu’. Un caos dove esistono poche regole. Il navigatore devo dire fa un ottimo lavoro e nel frattempo ha smesso di piovere. Alle sei di sera arrivo di fronte ad un hotel vecchio stile in una via secondaria a dieci minuti a piedi dalla moschea blu. Per 20 euro circa camera pulita con aria condizione, wifi, televisore. Non male. Non ha parcheggio privato ma il proprietario mi fa parcheggiare sul marciapiede accanto alla porta d’ingresso dell’hotel che e’ sempre aperto anche la notte. Arrivano in tre ad aiutarmi a far salire la moto sullo stretto passaggio. L’alziamo di peso. In un attimo si forma un capannello di gente incusiosita dalla moto, dalla targa e da me. Da dove vengo, dove vado ecc.

Istanbul moto davanti all'hotel

Istanbul moto davanti all’hotel

Dopo una doccia, mi sdraio nel letto, altri antidolorifici. riposo fino alle otto poi esco a vedere istanbul.

Oggi e’ il primo giorno di ramadan. Nei giardini della moschea Blu ci sono migliaia di persone che fanno picnic serale. Si canta nelle piazze. Visito la splendida Moschea Blue e il piccolo bazar. Mi fermo ad negozio di tappeti ad ammirarne alcuni. “Where are you from?” mi sento dire dal venditore. Italy gli rispondo. Ma che cavolo di italiano sei… mi dice. Un simpatico turco che parla italiano. Qualche anno fa stava per sposarsi con un’italiana che ha mandato a quel paese all’aeroporto all’utlimo momento. Commercia in tappeti da piu di 30anni. Mi mostra alcuni tappeti antichi e mi spiega un po’ di tutto su questa magnifica arte. Dopo una lunga chiaccherata proseguo nel giro per i vicoli di istanbul fino a tardi. Mi fermo a mangiare in un localino tipico del pollo, riso e verdure varie. poi rientro in Hotel. Domani dovro’ cambiare le tappe che mi ero prefissato.

Istanbul Giardini Moschea Blu

Istanbul Giardini Moschea Blu

Istanbul Giardini Moschea Blu

Istanbul Giardini Moschea Blu

Istanbul lavatoi Moschea Blu

Istanbul lavatoi Moschea Blu

Istanbul Moschea Blu

Istanbul Moschea Blu

Istanbul Moschea Blu

Istanbul Moschea Blu

Istanbul Moschea Blu

Istanbul Moschea Blu

Istanbul Basilica Santa Sofia

Istanbul Basilica Santa Sofia

 

Istanbul bazar antico tappeto

Istanbul bazar antico tappeto

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Terza tappa verso east

 

Faccio finta di svegliarmi, non ho proprio chiuso occhio. Il caldo, il casino, la stanza claustrofobica. Sono le 6, una veloce doccia e scendo a vedere se la moto e’ ancora li parcheggiata a ridosso dell’ingresso di questo squallido motel. Ieri ho dovuto fare l’equilibrista per fare salire la moto sulla rampa pur di metterla il piu’ vicino possibile. L’avrei fatta salire anche in camera se fosse stato possibile. Non vedo l’ora di lasciare questo buco di posto e rimettermi in viaggio. La stronza dei venti euro non c’e’, lascio le chiave della stanza sul bancone e sparisco.

Di nuovo in strada finalmente. Il tempo e’ buono, e fa anche abbastanza caldo. Poco prima di Nis l’autostrada A1 serba finisce e diventa E80 molto piu’ simile a una bella statale che attraversa alcune montagne. Questo tratto mi porta diretto al confine con la Bulgaria. Ci sono molti lavori, stanno ampliando la strada che in alcuni tratti e ad una sola corsia per senso di marcia. Poco prima del confine faccio rifornimento all’ultimo distributore serbo, due chiacchere con due simpatici benzinai serbi poi via al confine. In uscita semplici controlli al passaporto, in ingresso in bulgaria molte piu’ domande, dove va?, la moto e’ sua?…chiedo all’ufficiale se devo acquistare una vignetta per le autostrade bulgare, ma con autorita’ e orgoglio mi dice “no vignetta in bulgaria”.

Riprendo sulla E80 e in un attimo mi trovo al’ingresso di Sofia. Amici motociclisti mi hanno suggerito di evitare la circonvallazione, troppo trafficata di camion e troppo brutta come asfalto. Piu’ veloce e piu sicuro proseguire dritti dentro a Sofia. E ne rimango entusiasta. Che bella citta’! Ordinata, pulita, piena di verde e di turisti. Passo accanto a molti edifici storici. Il traffico non e’ neanche troppo infernale. Peccato per alcuni lavori stradali che mi confondono e mi fanno sbagliare deviazione. Perdo un po’ di tempo a capirci qualcosa. Il navigatore non mi e’ d’aiuto, troppo deviazioni per lavori. Alla fine riesco ad uscire dalla citta’ e ritrovo l’autostrada A1. Adesso via veloci verso il confine con la Turchia. Vorrei riuscire a passarlo per questa sera e fermarmi a dormire a Edirne, la prima citta’ turca dopo il confine.

Una cinquantina di km dopo Plovdiv pero’ la A1 prosegue verso est, devo uscire e proseguire verso sud, li e’ il confine con la Turchia. La strada diventa meno veloce e scorrevole anche se il traffico e’ solo di camion. Si sta facendo un po tardi arrivo Svilengrad che sono le sette. Decido che per oggi e’ meglio rimanere in Bulgaria anche pensando a possibili code alla frontiera. Provo un con hotel in questa bella cittadina. Una coppia di turchi mi chiede 20 euro, contanti, subito. Capisco che piu’ che un hotel e un motel sile serbia. Non chiedo neanche di vedere la camera, voglio una doccia vera e un letto comodo, ho bisogno di riposare e recuperare la nottata precedente. Passo.

Punta a un altro hotel, quattro stelle, con garage coperto, per 110 denari bulgari, 56 euro. non mi faccio pregare. Camera con vista sul parco, letto comodo, internet e riposo. Domani finalmente turchia.

 

Svilengrad

Svilengrad

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Seconda tappa verso east

Dopo una buona colazione carico la moto e con calma parto. Pochi km mi accorgo che il navigatore non trova l’itinerario di oggi. Bene, mi fermo nel primo parcheggio, apro il bagaglio e dal netbook carico di nuovo l’itinerario nel navigatore. Entro in autostrada che mezza mattina se ne e’ andata. Entro in Croazia. Alla frontiera non c’e’ nessuno, rapido controllo al passaporto e poi via. L’autostrada croata e’ piatta, lunga e dritta. Paesaggi altrettanto piatti e monotoni. Un po di traffico solo nei pressi di Zagabria. Ai caselli si paga in Kune o Euro, il resto e’ pero’ in Kune secondo un non ben precisato tasso di cambio. Carta di credito e via. Faccio un po’ di soste ma il traffico nullo mi porta in un attimo al confine con la Serbia. Anche qui non c’e quasi nessuno. Controllo passaporto e via in Serbia. L’autostrada a differenza di quella Croata e pessima. Tutto e’ molto piu’ disordinato. Il Sole picchia e la stanchezza inizia a farsi sentire. Anticipo la sosta e provo il primo Motel sull’autostrada. Non ispira porprio fiducia, strane faccie dentro la reception, proseguo e arrivo a Velika Plana, altro Motel con ristorante, le faccie sono migliori ma il Motel no. Sono troppo stanco e mi convinco a dare 20 euro alla stronza alla reception per un buco di camera singola che cade a pezzi. Al ristorante non ci mangio, preferisco il Mcdonalds dall’altra parte della stradina. Per oggi va bene cosi.

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Prima tappa verso east

sole, caldo, fresco, pioggia, un po’ di tutto insomma…partito tardi non riesco a raggiungere Zagabria come programmato. Autostrade italiane uno schifo come e più di sempre, e sempre piu’ care. autostrade Slovenia una goduria, sembrano ottovolanti per motociclisti in mezzo a continui e verdi boschi. vignetta autostradale 7,5 euro valida per una settimana. Benzina che in Slovenia costa anche 40 centesimi meno. Mi fermo in Slovenia appena vedo il cartello di un Hotel. Esco dall’autostrada e a pochi km raggiungo il piccolo paesino di Trebnje nel mezzo del verde Sloveno. L’Hotel Rakar è molto grazioso. Il paese è piccolo ma il luogo è meraviglioso. La Slovenia e’ molto ordinata e pulita. immersa nel verde di boschi e colline, nulla e’ fuori posto.

Gorenje Ponikve Slovenia

Hotel Rakar a Gorenje Ponikve

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Summer sunset

It’s a rainy summer here in Laigueglia (Italy) but it’s not bad at all. it keeps the hot and humidity away and it shows amazing view especially at the sunrise where sun, rain, clouds, sea, rainbows, they all seem to play a game to attract more attention than anything else. Great! I take tons of pictures.

tramonto_arancione_laigueglia

tramonto_arancione

arcobaleno_al_tramonto

ginestre

rosa_rossa_e_pioggia

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Terra e Mare

La terra e il mare regalano sempre spettacoli, basta fermarsi un attimo (magari piu’ di uno) e osservare meglio le cose che osserviamo poco quotidianamente…

nave_palinuro

nave_palinuro2

rosa_rosa

rosa_pioggia

rosa_bianca

rosa rosa

tris di capperi

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Colori in macro

Alcuni scatti in macro. La natura e’ perfetta nei colori, nelle forme e nei piu’ piccoli dettagli.

fiore macro

fiore macro 7

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fiore macro 6

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fiore macro 5_2

fiore macro 8

fiore macro 9

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